È illegittima l’esclusione della Palazzo Holding Immobiliare srl dalla domanda di accesso al fondo per il sostegno dell’imprenditoria femminile. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha ribaltato la precedente sentenza del Tar Sardegna, aprendo nuovamente la strada al finanziamento richiesto dal Gruppo Pirani per le attività avviate all’interno di Palazzo Doglio, a Cagliari.
Al centro della vicenda c’è la richiesta di un contributo pubblico da 400mila euro, presentata dalla società prima dell’apertura del bar, pasticceria e ristorante all’interno del prestigioso complesso alberghiero di via Logudoro. Nonostante il rigetto della domanda, l’azienda aveva comunque realizzato integralmente l’intervento con risorse proprie, portando a termine il progetto imprenditoriale.
La controversia nasce dalla decisione di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che aveva escluso la società dal finanziamento ritenendo insufficiente la documentazione presentata in merito alla sostenibilità economica del progetto. Secondo l’ente, la domanda non conteneva tutti gli elementi necessari a dimostrare la solidità dell’iniziativa.
Il Tar Sardegna, in primo grado, aveva dato ragione a Invitalia, giudicando corretto il rigetto dell’istanza. Contro quella decisione, però, la società si è appellata al Consiglio di Stato, sostenendo di aver correttamente indicato tutti i dati e le informazioni richieste per dimostrare la validità e la sostenibilità della nuova attività.
A rappresentare Palazzo Holding Immobiliare srl nel contenzioso, sia davanti al Tribunale amministrativo regionale sia nel giudizio d’appello, è stata l’avvocata Matilde Mura, che ha contestato nel merito le motivazioni addotte da Invitalia. Secondo la difesa, l’esclusione dal fondo sarebbe stata frutto di una valutazione eccessivamente restrittiva e non conforme alla normativa di riferimento.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, ritenendo illegittima la decisione di escludere la società dal finanziamento. Una pronuncia che ribalta completamente l’esito del primo grado di giudizio e che ha un impatto rilevante non solo per l’azienda coinvolta, ma anche per l’interpretazione delle regole di accesso agli incentivi pubblici destinati all’imprenditoria femminile.
Con questa sentenza, per il Gruppo Pirani si riapre ufficialmente la porta al finanziamento, con la possibilità di ottenere il contributo richiesto per un progetto che, nel frattempo, è già diventato realtà. Resta ora da capire quali saranno i tempi e le modalità con cui Invitalia dovrà riesaminare la domanda alla luce della decisione del massimo organo della giustizia amministrativa.
La pronuncia rappresenta un passaggio significativo anche sul piano più generale, perché riafferma il principio secondo cui le valutazioni sulle domande di finanziamento pubblico devono essere improntate a criteri di proporzionalità e ragionevolezza, evitando esclusioni non adeguatamente motivate. Un segnale importante per le imprese che investono e per chi punta sugli strumenti di sostegno messi a disposizione dallo Stato.