Il maltempo eccezionale che ha colpito il Sud Sardegna nei giorni scorsi ha causato danni ingenti al comparto della ristorazione e dell’accoglienza, lasciando dietro di sé uno scenario drammatico. Le mareggiate violente, il vento e le piogge intense hanno messo in ginocchio decine di attività economiche, con danni strutturali gravi e locali costretti alla chiusura. Secondo una prima stima della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, tra Cagliari e le zone limitrofe, tra 15 e 20 attività sono state gravemente compromesse, con attrezzature distrutte, locali allagati e intere stagioni di lavoro cancellate in poche ore.
Il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia, ha sottolineato come la situazione vada ben oltre le previsioni. “Le nostre imprese sono state travolte dalla violenza della tempesta, con danni enormi che non possono essere affrontati con i normali strumenti. Chiediamo con forza il riconoscimento dello stato di calamità naturale per consentire interventi rapidi e concreti a sostegno delle attività colpite”, ha dichiarato Frongia.
Il quadro che emerge dai sopralluoghi effettuati dai sindaci e dalla Protezione civile è quello di un’emergenza diffusa, con evacuazioni preventive, esondazioni, collegamenti stradali interrotti, mareggiate eccezionali e danni alle infrastrutture e alle attività economiche, soprattutto nelle aree più esposte. Frongia ha aggiunto: “Le imprese della ristorazione e del turismo sono allo stremo. Senza un intervento immediato del Governo, con risorse straordinarie e ristori adeguati, il rischio concreto è la chiusura definitiva di molte aziende.”
Fipe Confcommercio Sud Sardegna ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai sindaci, dalla Protezione civile e dai soccorritori, che sono stati impegnati senza sosta nella gestione di un’emergenza che continua a colpire la Sardegna.
Foto Altamarea Poetto