Quartu, addio ai box velox: colonnine inutili e strade senza controlli sulla velocità

Mai autorizzati dalla Prefettura e ormai fuori norma, gli impianti installati nel 2013 vengono definitivamente dismessi. Restano i rischi sulle arterie più trafficate

Si chiude definitivamente l’esperienza dei box velox, le colonnine posizionate negli anni sulle strade del centro e lungo il litorale con l’obiettivo di ospitare a rotazione gli autovelox. Un progetto nato per aumentare la sicurezza stradale e contenere l’alta velocità, ma che di fatto non è mai entrato davvero in funzione. L’autorizzazione prefettizia all’utilizzo non è mai arrivata e, senza la presenza di una pattuglia della Polizia locale, le strutture non risultano conformi alla normativa.

Oggi quei manufatti, diventati col tempo pericolanti e arrugginiti, non hanno più alcuna utilità pratica. Anzi, erano stati vandalizzati quasi subito, scambiati dai cittadini per veri e propri rilevatori di velocità già attivi.


Un progetto nato nel 2013 e mai decollato

I box velox erano stati installati nel 2013 grazie a fondi comunitari, senza costi diretti per il Comune. Nelle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto svolgere una doppia funzione: da un lato monitorare i flussi di traffico, dall’altro ospitare periodicamente un autovelox mobile per sanzionare chi superava i limiti di velocità.

In pratica, però, il sistema non è mai stato autorizzato a entrare in funzione come strumento di controllo e, nel tempo, ha perso anche la sua funzione di rilevatore di traffico. Le colonnine sono rimaste sul territorio come simbolo di un progetto incompiuto, diventando spesso bersaglio di atti vandalici.


Strade senza autovelox e telelaser

Alla dismissione definitiva dei box velox si aggiunge un altro elemento critico: sulle strade non sono più presenti né autovelox né telelaser. In attesa che il Ministero fornisca chiarimenti sulla normativa nazionale, i controlli elettronici della velocità restano sospesi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si continua a viaggiare a velocità ben oltre i limiti consentiti, soprattutto nei tratti più scorrevoli e trafficati, dal lungomare del Poetto fino all’asse che collega l’ex statale 554 a viale Marconi. Zone dove non sono rari i passaggi a oltre cento chilometri orari, con evidenti rischi per automobilisti, ciclisti e pedoni.


Sicurezza stradale, una partita ancora aperta

La vicenda dei box velox si chiude dunque con un bilancio amaro: un investimento che non ha mai prodotto gli effetti sperati e un sistema di controllo della velocità oggi di fatto azzerato. In attesa di nuove indicazioni ministeriali, la sicurezza stradale resta affidata esclusivamente ai controlli tradizionali e alla presenza delle pattuglie.

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