La chiusura del tratto della SS 195 “Sulcitana” tra Giorgino e il Cacip, causata dalle mareggiate del ciclone Harry, ha acceso un conflitto istituzionale tra Regione Sardegna e Anas. L’ingegnere Salvatore Campione, responsabile della struttura territoriale Anas per la Sardegna, ha dichiarato pubblicamente che la Regione avrebbe ostacolato l’intervento di difesa costiera previsto da un progetto già programmato. Accuse che l’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ha respinto con decisione, definendole “una rappresentazione distorta della realtà”.
Il progetto contestato prevede una maxi-barriera frangiflutti lunga 2,5 chilometri, realizzata con massi naturali, oltre al rifacimento del ponte Pontis Beccius. L’obiettivo sarebbe quello di contrastare l’erosione e rafforzare la resistenza del tratto più esposto della statale. Un’opera ambiziosa, inizialmente inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per il contrasto al dissesto idrogeologico.
Il tratto stradale, lungo 3,2 km, è strategico ma vulnerabile. Le mareggiate lo hanno reso impraticabile, obbligando alla deviazione su strade consortili inadeguate a sostenere l’elevato flusso di pendolari, causando lunghe code e disagi nell’accesso a Cagliari. La Regione, attraverso l’assessora Rosanna Laconi, ha sottolineato che nessun ostruzionismo è stato mai attuato: al contrario, si è sempre operato nel rispetto delle normative ambientali e con spirito di collaborazione istituzionale.
Secondo la Regione, i ritardi sarebbero da attribuire ad Anas, che avrebbe presentato l’istanza di verifica ambientale solo nel 2024, nonostante la richiesta fosse stata comunicata già nel 2020. Inoltre, la documentazione depositata avrebbe riproposto soluzioni già criticate e non avrebbe chiarito gli effetti su habitat protetti e processi di erosione costiera. Le richieste di integrazione, spiegano dagli uffici regionali, non erano un atto ostile, ma una prassi dovuta per garantire la compatibilità ambientale del progetto.
Un altro elemento rilevante smentisce la tesi del blocco amministrativo: l’archiviazione dell’iter progettuale è avvenuta su esplicita richiesta di Anas nel dicembre 2024, con la motivazione di voler rivedere completamente l’intervento. Da allora, nessun nuovo documento è stato presentato alla Regione.
Il clima di tensione si inserisce in un contesto già complesso, segnato da decenni di difficoltà nella modernizzazione della statale 195. I
Fino al 30 gennaio, il tratto costiero della vecchia Sulcitana resterà chiuso per lavori di ripristino, costringendo pendolari di Capoterra, Sarroch e Pula a deviazioni congestionate. Una situazione che si ripete ciclicamente e che pone interrogativi sul futuro della mobilità nella zona sud-occidentale della Sardegna.
Il ciclone Harry ha fatto esplodere una crisi infrastrutturale e politica, portando alla luce ritardi, divergenze progettuali e tensioni tra enti. La Regione Sardegna, pur ribadendo la volontà di dialogo, rifiuta ogni tentativo di scaricare su di essa responsabilità che attribuisce ad Anas. In gioco ci sono la sicurezza stradale, la tutela ambientale e l’efficienza della mobilità in un’area in costante crescita.