Ex Hotel Mediterraneo, tra rovine e rinascita: in arrivo un progetto di ricostruzione

Dove un tempo si incontravano calciatori, politici e imprenditori, oggi regna il degrado. Ma all’orizzonte c’è un piano per riportare la struttura al suo antico prestigio

Un tempo era un punto nevralgico della vita cittadina, simbolo della cosiddetta “Cagliari da bere”. Oggi, l’ex Hotel Mediterraneo si presenta come un relitto urbano in pieno stato di abbandono, con cumuli di macerie, rifiuti e una vegetazione spontanea che avvolge muri e cortili. Pozzanghere stagnanti diventano terreno fertile per insetti e piccioni, mentre l’ingresso dell’ex hall viene talvolta occupato da artisti di strada, testimoni silenziosi di un passato che sembra lontanissimo.

Chi lo ha conosciuto nella sua epoca d’oro lo ricorda come un centro di gravità per eventi, convegni, incontri politici e ritiri delle squadre di Serie A impegnate contro il Cagliari. Ma da oltre 12 anni l’hotel è chiuso, soffocato da liti giudiziarie e incertezze amministrative. Ora però, qualcosa si muove.

Le società Reistar (proprietaria dell’immobile) e Reiservice (che deteneva la gestione dell’hotel e del celebre Caffè Mediterraneo) hanno conferito mandato alla Secured Solutions dell’imprenditore Fausto Mistretta per avviare l’iter di demolizione e ricostruzione dell’intero complesso.

Secondo lo studio preliminare già consegnato al Comune, il nuovo edificio dovrebbe ospitare circa 100 camere, con un aumento volumetrico del 30% rispetto alla struttura originaria. Un investimento rilevante, che punta a ridare slancio a un’area centrale della città, oggi soffocata dal degrado e dalla mancanza di prospettive.

Tuttavia, la realizzazione del progetto è ora nelle mani dell’amministrazione comunale, chiamata a esprimere un parere preventivo che permetterà di capire se l’operazione potrà davvero partire. Il piano, ancora in fase di valutazione, si inserisce nel più ampio dibattito sulla riqualificazione urbana, in una zona ad alta visibilità e fortemente legata all’identità cittadina.

L’iniziativa segna un primo passo concreto verso la possibile rinascita dell’area, ma anche un banco di prova per la cooperazione tra pubblico e privato. In gioco non c’è solo la riapertura di un hotel storico, ma la trasformazione di uno spazio simbolico che potrebbe tornare a essere fulcro di incontri, cultura e turismo.

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