La tassa di soggiorno a Cagliari cambia volto. Non più limitata a pochi eventi simbolici, ora diventa un vero e proprio strumento di finanziamento per un ampio ventaglio di iniziative legate al turismo. Lo ha spiegato il sindaco Massimo Zedda nel corso del Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla minoranza di centrodestra.
Fino a poco tempo fa, le entrate derivanti dal contributo versato dai turisti venivano destinate principalmente a Sant’Efisio, Capodanno, cogestione del Lazzaretto e centri informativi. Da quest’anno, però, l’elenco delle spese si allarga notevolmente, in parallelo a un aumento delle tariffe per diverse tipologie di strutture ricettive, differenziate anche in base al periodo dell’anno.
Le nuove destinazioni dei fondi, come illustrato da Zedda, comprendono:
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380mila euro per i festeggiamenti di Sant’Efisio,
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220mila euro per i centri di informazione turistica,
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86mila euro già stanziati (ma destinati a salire) per la cogestione culturale del Lazzaretto, dell’Exma e del Ghetto,
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150mila euro per sostenere i gestori privati di siti archeologici,
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50mila euro per finanziare le attività dell’Osservatorio per il turismo.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: trasformare la tassa di soggiorno in un motore di sviluppo per l’intero comparto turistico, andando ben oltre le manifestazioni tradizionali. «Tutte spese strettamente connesse alla promozione turistica», ha ribadito Zedda, sottolineando che non tutte le risorse provengono dalla tassa stessa, ma anche da altri capitoli di bilancio.
Il sindaco ha anche tracciato una visione strategica più ampia, indicando come priorità l’estensione della stagione turistica. «L’ideale, anche se utopico, sarebbe un’attività turistica continua per tutto l’anno. Ma già lavorare su un arco temporale che vada da aprile a ottobre rappresenta un passo importante», ha dichiarato, richiamando l’importanza di garantire una continuità territoriale efficace per supportare questa crescita.
L’ampliamento delle voci di spesa apre la strada a nuove politiche turistiche, con l’obiettivo di rendere Cagliari una destinazione sempre più attrattiva e strutturata, anche al di fuori dei mesi estivi. Un cambio di passo che punta a rafforzare l’offerta culturale e informativa della città, coinvolgendo direttamente operatori privati, enti culturali e strutture pubbliche in una logica di sistema.