Il ciclone Harry continua a lasciare il segno nel sud-est della Sardegna. Dopo Dolianova, anche i Comuni di Serdiana, Donori, Soleminis e Barrali hanno ufficialmente dichiarato lo stato di calamità naturale in seguito ai gravi danni causati dall’ondata di maltempo che tra il 19 e il 20 gennaio ha colpito con particolare violenza il territorio del Parteolla.
Una decisione ritenuta necessaria per consentire alle aziende agropastorali, ai privati cittadini e alle stesse amministrazioni comunali di attivare le procedure per l’ottenimento dei ristori. Da un lato, infatti, il provvedimento permette alle imprese agricole e ai proprietari di terreni e immobili danneggiati di richiedere i contributi per i danni subiti; dall’altro, consente ai Comuni di ottenere il rimborso delle spese sostenute durante l’emergenza, legate agli interventi di messa in sicurezza e al ripristino dei servizi essenziali.
Il bilancio del maltempo è pesante. Campi e vigneti sommersi dall’acqua, torrenti esondati, strade invase da fango e detriti, oltre a danni diffusi alle infrastrutture pubbliche: è questo il quadro che emerge dai primi sopralluoghi effettuati nei territori colpiti. In molte aree rurali l’acqua ha ristagnato per giorni, compromettendo le colture e mettendo a rischio la produzione agricola, uno dei pilastri economici del Parteolla.
I numeri delle precipitazioni spiegano l’eccezionalità dell’evento. In appena due giorni sono caduti oltre 200 millimetri di pioggia, una quantità che rappresenta circa un terzo della media annuale della zona. Un accumulo concentrato in un arco temporale estremamente ridotto, che ha messo sotto pressione il sistema idraulico e la rete di drenaggio naturale, favorendo esondazioni e smottamenti.
Nei giorni successivi al passaggio del ciclone, i tecnici comunali hanno avviato una serie di sopralluoghi puntuali per la stima dei danni. Le verifiche hanno confermato come uno dei settori più colpiti sia quello della viabilità rurale, resa in molti tratti impraticabile. L’esondazione di diversi corsi d’acqua ha infatti causato smottamenti, cedimenti del fondo stradale e la formazione di vere e proprie voragini, isolando aziende agricole e rendendo difficoltosi anche gli interventi di soccorso e manutenzione.
In alcune zone, le strade di campagna risultano ancora oggi compromesse, con necessità di interventi strutturali urgenti per garantire l’accesso ai terreni e la sicurezza della circolazione. Una criticità che incide direttamente sull’attività delle imprese agricole e zootecniche, già duramente colpite dalla perdita dei raccolti e dai danni alle strutture produttive.
La dichiarazione dello stato di calamità rappresenta quindi un passaggio formale ma fondamentale, che consente di avviare l’iter amministrativo per il riconoscimento dei danni e l’eventuale assegnazione di risorse regionali e nazionali. I Comuni dovranno ora trasmettere alla Regione la documentazione tecnica raccolta, comprensiva delle relazioni sui danni subiti da infrastrutture, patrimonio pubblico e privato.
L’evento meteorologico ha riacceso anche il dibattito sulla fragilità idrogeologica del territorio, già emersa in occasione di precedenti episodi di piogge intense. La concentrazione di precipitazioni eccezionali in tempi brevi, unita alla conformazione del territorio e alla presenza di numerosi corsi d’acqua minori, rende il Parteolla particolarmente vulnerabile a fenomeni di esondazione.
Nel frattempo, le amministrazioni locali continuano a lavorare sul doppio fronte dell’assistenza immediata alle popolazioni colpite e della programmazione degli interventi di ripristino, in attesa che si completino le procedure per l’accesso ai fondi. L’obiettivo è ripristinare quanto prima la funzionalità delle infrastrutture danneggiate e sostenere un comparto agricolo messo a dura prova da un evento che, per intensità e impatto, viene già considerato tra i più gravi degli ultimi anni.