La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha partecipato oggi all’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università degli Studi di Sassari, evento che si è svolto al Teatro Verdi nel capoluogo turritano. Un appuntamento storico, che celebra la lunga tradizione di eccellenza dell’ateneo sardo e il contributo fondamentale che ha dato alla formazione delle classi dirigenti del Paese.
Durante il suo intervento, la presidente Todde ha portato i saluti della Regione, sottolineando l’importanza di un’istituzione come l’Università di Sassari, che ha avuto un ruolo cruciale non solo per la Sardegna, ma anche per l’Italia. “Questo anniversario non è solo una ricorrenza formale, ma il segno tangibile di una continuità lunga secoli, un’istituzione che ha attraversato epoche, trasformazioni politiche, sociali ed economiche senza mai perdere la sua funzione essenziale di presidio di conoscenza, di pensiero critico e di formazione civile”, ha dichiarato Todde.
La presidente ha poi ricordato le grandi figure che hanno segnato la storia della Sardegna e d’Italia, tutti provenienti da questo ateneo: “Da queste aule sono passate figure che hanno segnato in modo indelebile la vita democratica e istituzionale dell’Italia, come Antonio Segni, Francesco Cossiga e Enrico Berlinguer. Persone che rappresentano percorsi differenti ma che condividono una formazione che ha insegnato il rigore dello studio, l’autonomia del pensiero, il rispetto delle istituzioni e il valore della responsabilità pubblica”.
L’Università di Sassari ha anche avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo culturale e scientifico della Sardegna. La presidente ha infatti sottolineato il contributo che questo ateneo ha dato alla cultura giuridica, storica, filosofica e letteraria della regione, ricordando alcuni dei più grandi intellettuali che hanno insegnato in questi dipartimenti, come Salvatore Satta, Antonio Pigliaru e Manlio Brigaglia, e celebrando figure come Adelasia Cocco, prima donna medico condotto in Italia.
Al centro del discorso, però, è emerso anche l’impegno della Regione Sardegna per il potenziamento dell’istruzione. “La Sardegna ha bisogno di università forti, autonome, capaci di attrarre talenti e di offrire opportunità reali. L’Università di Sassari è uno degli attori principali in questo contesto”, ha proseguito Todde. A tal fine, ha richiamato l’attenzione sulla manovra finanziaria 2026–2028, che dedica risorse al potenziamento delle università, al diritto allo studio e all’inclusione sociale, mirando a ridurre le disuguaglianze attraverso borse di studio, servizi e sostegni per favorire il merito.
La presidente ha inoltre parlato di un importante progetto come l’Einstein Telescope, destinato a diventare un centro europeo per lo studio delle onde gravitazionali, e ha confermato l’impegno della Regione nel supportare iniziative scientifiche e tecnologiche, con un particolare focus su quelle che coinvolgono il mondo accademico e la crescita culturale.
Infine, Todde ha rivolto un messaggio agli studenti: “Studiare oggi non è semplice, richiede impegno e sacrifici. Ma studiare è un atto di libertà, perché amplia gli orizzonti e offre gli strumenti per scegliere il proprio futuro”. Ha concluso il suo intervento ringraziando il personale accademico per il lavoro quotidiano che tiene in piedi questa comunità educativa, augurando un buon anno accademico a tutti i presenti.
Alla cerimonia erano presenti anche altre figure istituzionali, come l’assessora alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, l’assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, l’assessora al Lavoro, Desirè Manca, e l’assessore agli Enti locali, Francesco Spanedda.