Emergenza-urgenza in Sardegna, Anas chiede una nuova convenzione e fondi

Le associazioni del 118 riunite a Tramatza: “Servono risorse e soccorritori professionalizzati per garantire il servizio”

autoambulanza

Le associazioni che operano nel settore dell’emergenza-urgenza in Sardegna, aderenti alla rete Anas, tornano a chiedere con forza una nuova convenzione con la Regione e lo stanziamento dei 5 milioni di euro aggiuntivi promessi da anni e mai erogati. Una richiesta ritenuta ormai non più rinviabile per assicurare la continuità del servizio di soccorso sanitario 118 sull’intero territorio regionale.

Il tema è stato al centro dell’assemblea che si è svolta questa mattina a Tramatza, alla quale hanno preso parte circa trenta sigle associative, affiancate anche dalla Legacoop. Realtà che da anni operano quotidianamente nei servizi di emergenza e che denunciano una situazione sempre più complessa, segnata da carenza di risorse finanziarie e da una convenzione regionale giudicata non più adeguata alle esigenze attuali.

Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, l’attuale assetto organizzativo non consente più di sostenere in modo efficace il servizio di soccorso. Le associazioni garantiscono la presenza delle ambulanze e degli equipaggi, ma lo fanno in condizioni di crescente difficoltà, sia economica sia organizzativa. La convenzione in vigore, sottolineano, non copre i costi reali e non tiene conto dell’evoluzione del sistema dell’emergenza-urgenza.

Uno dei nodi centrali riguarda il ricorso al volontariato, che non è più sufficiente a sostenere il servizio. È stato spiegato che i volontari sono sempre meno, un fenomeno che rischia di compromettere la tenuta del sistema. Le ragioni della cosiddetta “diaspora” sono molteplici: responsabilità elevate, turni lunghi e spesso poco gratificanti, con ore trascorse in attesa fuori dai pronto soccorso senza poter intervenire concretamente. A questo si aggiunge il valore del tempo e delle competenze messe a disposizione, che non possono più essere considerate gratuite.

Per questo motivo, Anas chiede risorse adeguate per la formazione di soccorritori professionalizzati, figure in grado di garantire continuità e qualità del servizio. La possibilità di una remunerazione congrua viene vista come uno strumento fondamentale per incentivare il personale a restare nel sistema dell’emergenza-urgenza, evitando l’abbandono e assicurando standard operativi adeguati alle necessità dei cittadini.

All’assemblea ha partecipato anche la presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Carla Fundoni, che ha assicurato l’impegno istituzionale a portare le istanze di Anas all’attenzione dell’assemblea sarda. Fundoni ha annunciato l’inserimento del tema all’ordine del giorno dei lavori, aprendo alla possibilità di un adeguamento dei compensi per i soccorritori, considerato un passaggio essenziale per la riforma del settore.

Un segnale di apertura è arrivato anche da Angelo Maria Serusi, direttore generale di Areus, l’Agenzia sarda per l’emergenza-urgenza. Serusi ha garantito un impegno straordinario per la redazione della nuova convenzione, riconoscendo la necessità di aggiornare gli strumenti normativi e finanziari che regolano i rapporti tra Regione e associazioni.

Il confronto di Tramatza ha messo in evidenza come la tenuta del servizio 118 in Sardegna sia strettamente legata a decisioni politiche e amministrative che non possono più essere rimandate. Senza nuovi fondi e un quadro contrattuale aggiornato, avvertono le associazioni, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del sistema di emergenza, con conseguenze dirette sulla tutela della salute dei cittadini, soprattutto nelle aree più periferiche e interne dell’Isola.

La richiesta di una nuova convenzione e dei finanziamenti promessi rappresenta quindi un passaggio cruciale per il futuro dell’emergenza-urgenza sarda, in un contesto in cui professionalizzazione, sostenibilità economica e qualità del servizio vengono indicati come elementi imprescindibili per garantire il diritto alle cure e al soccorso tempestivo.

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