La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato il riparto del Fondo sanitario regionale 2024, destinando alle aziende del sistema sanitario sardo oltre 3,69 miliardi di euro. L’obiettivo principale del provvedimento è garantire la piena copertura del fabbisogno sanitario e sostenere la continuità nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) su tutto il territorio regionale.
Alessandra Todde, Presidente della Regione e Assessora ad interim della Sanità, ha sottolineato l’importanza di questo atto, affermando:
“Con questo provvedimento garantiamo alle aziende sanitarie sarde risorse certe e adeguate ai reali bisogni del sistema. Il riparto 2024 non è solo un atto tecnico, ma una scelta concreta di governo della sanità regionale, che permette di programmare meglio i servizi, tutelare i livelli essenziali di assistenza e rafforzare l’assistenza sul territorio, così come i servizi di emergenza e gli ospedali.”
“Con questo provvedimento – dichiara la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde – garantiamo alle aziende sanitarie sarde risorse certe e adeguate ai reali bisogni del sistema. Il riparto 2024 non è solo un atto tecnico, ma una scelta concreta di governo della sanità regionale, che permette di programmare meglio i servizi, tutelare i livelli essenziali di assistenza e rafforzare l’assistenza sul territorio, così come i servizi di emergenza e gli ospedali”.
La Presidente ha aggiunto che la distribuzione delle risorse tiene conto non solo del numero di abitanti, ma anche delle condizioni sociali e di salute dei vari territori, con l’intento di ridurre le disuguaglianze e assicurare pari opportunità di accesso alle cure per tutti i cittadini sardi.
“La distribuzione delle risorse – prosegue Todde – tiene conto non solo del numero degli abitanti, ma anche delle condizioni sociali e di salute dei diversi territori. In questo modo puntiamo a ridurre le disuguaglianze e a garantire a tutte e a tutti i cittadini sardi lo stesso diritto alle cure. È un passaggio importante per dare stabilità al Servizio sanitario regionale e sostenere il suo percorso di riorganizzazione e rafforzamento.”
Il riparto totale di 3 miliardi 690 milioni e 548 mila euro è suddiviso tra le ASL, le aziende ospedaliere, AREUS (Agenzia regionale per l’emergenza sanitaria) e ARES (Agenzia regionale per la salute), in base ai criteri stabiliti dalla normativa nazionale e regionale per il triennio 2022-2024. La Sardegna, grazie al suo regime di autofinanziamento, provvede integralmente alla copertura del fabbisogno sanitario regionale, che ammonta a 3 miliardi 463 milioni e 591 mila euro, come stabilito dalla delibera CIPESS n. 88/2024.
In particolare, il riparto è articolato in diverse categorie di finanziamento, tra cui:
- Finanziamento indistinto, destinato ai tre macro-livelli di assistenza (prevenzione, distrettuale e ospedaliera).
- Risorse finalizzate e vincolate, per specifici programmi nazionali e regionali.
- Finanziamenti per funzioni, a copertura di attività essenziali non remunerabili a prestazione, come pronto soccorso, emergenza-urgenza, trapianti e funzioni svolte da ARES e AREUS.
- Risorse aggiuntive e sopravvenienze attive, destinate a fronteggiare maggiori costi e a rafforzare la garanzia dei LEA.
Un elemento di novità significativo nel riparto 2024 è l’introduzione di correttivi basati su indicatori di mortalità e deprivazione socioeconomica. Questi correttivi mirano a una distribuzione più equa delle risorse, con un focus particolare sui territori che presentano fragilità strutturali e demografiche.
Le assegnazioni alle aziende sanitarie sarde sono determinate al lordo dei flussi di mobilità sanitaria (sia intra- che extra-regionale e internazionale), in modo da garantire la neutralità del riparto rispetto ai comportamenti di mobilità degli assistiti. Successivamente, la Regione provvederà a compensare le aziende, mantenendo l’equilibrio economico-finanziario del Servizio sanitario regionale.