Si è svolto ieri a Ghilarza il Comitato di Distretto tra la Asl 5 di Oristano e i sindaci della zona nord dell’Oristanese, con l’obiettivo di discutere le problematiche legate alla medicina territoriale e proporre soluzioni per garantire un’assistenza sanitaria più diffusa e mirata per i pazienti, in particolare nelle aree più periferiche e montane.
Durante l’incontro, la direzione generale della Asl 5, guidata dalla dottoressa Grazia Cattina, ha ribadito l’importanza della collaborazione tra le istituzioni locali per affrontare le difficoltà legate alla carenza di medici di base e alla gestione dei pazienti cronici. Una delle principali proposte emerse è stata quella di creare piani di cura personalizzati per i pazienti affetti da malattie croniche, sfruttando anche la telemedicina per monitorare e assistere i pazienti a distanza.
Pazienti cronici e telemedicina
La dottoressa Cattina ha chiarito che l’Asl 5 sta lavorando a una stratificazione della popolazione per individuare i pazienti cronici. L’azienda sanitaria si occuperà di organizzare percorsi di cura personalizzati, integrando la televisita e il telemonitoraggio, e ha previsto che il progetto sarà operativo già nella primavera del 2026.
Miglioramento degli ASCoT
Altro tema discusso è stato il sistema degli ASCoT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale), che ha rappresentato un modello pilota in Sardegna per rispondere alla carenza di medici nelle zone periferiche. La dottoressa Cattina ha dichiarato che, sebbene gli ASCoT siano una “soluzione tampone”, sono in corso lavori di miglioramento e che i suggerimenti dei sindaci saranno fondamentali per ottimizzare il sistema e ridurre le file nei punti di accesso.
Emergenza pediatrica
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla grave emergenza pediatrica nel distretto di Ghilarza-Bosa, dove 1600 bambini sono senza un pediatra. La dottoressa Cattina ha annunciato l’arrivo dei nuovi ASCoT pediatrici. Il progetto, che prevede il reclutamento di pediatri, è in fase di approvazione e si prevede che, grazie a questa iniziativa, l’ASL 5 diventerà ancora una volta pioniera in Sardegna nel settore.
Problemi nei pronto soccorso
Il tema della carenza di medici anche nei pronto soccorso è stato un altro punto critico. La dottoressa Cattina ha fatto riferimento alla carenza di personale nei pronto soccorso di Bosa e nel centro di primo intervento di Ghilarza, ribadendo l’importanza di una soluzione immediata. Si è parlato anche della possibile rivalutazione dell’impiego di medici cubani per supportare il servizio in queste strutture.
Collaborazione tra istituzioni
I sindaci hanno sottolineato la necessità di una collaborazione fra le istituzioni per affrontare le sfide della sanità territoriale. Tina Fadda, presidente dell’Unione del Barigadu, ha dichiarato che la medicina di prossimità è la soluzione migliore per affrontare le problematiche sanitarie della zona. Stefano Licheri, presidente del Comitato di Distretto, ha aggiunto che la presa in carico dei pazienti cronici è essenziale in un territorio con una popolazione anziana, e che è fondamentale ridurre il numero di pazienti che necessitano di un medico di base.