Cani e Manca: “Grave la decisione del Governo di non rinnovare la mobilità in deroga per i lavoratori ex Alcoa”

L'assessore dell'Industria e l'assessora del Lavoro denunciano il colpo inflitto a centinaia di famiglie sarde, chiedendo un intervento urgente

La decisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) di non rinnovare la copertura per la cassa integrazione in deroga agli ex lavoratori Alcoa e delle altre aziende in crisi nelle aree di Porto Torres e Portovesme ha suscitato forti reazioni in Sardegna. Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria, ha espresso preoccupazione e indignazione per quanto emerso dalla Legge di Bilancio, sottolineando che la misura danneggia numerose famiglie che da anni dipendono da questo ammortizzatore sociale.

“La decisione del Mef di non rinnovare la copertura per la cassa integrazione in deroga è molto grave,” ha dichiarato Cani. “Sono numerosi i lavoratori e le loro famiglie che da anni sono coperti da questo ammortizzatore a causa del protrarsi delle vertenze, in primis quelli di Sider Alloys.” L’assessore ha chiesto al Governo di intervenire prontamente per tutelare i lavoratori scoperti, accelerando inoltre i piani di rilancio e investimento su cui la Regione sta lavorando da tempo.

Parallelamente, Desirè Manca, assessora del Lavoro, ha parlato di una scelta politica precisa che, secondo lei, colpisce ancora una volta le aree più vulnerabili della Sardegna, già segnate da anni di crisi industriale e promesse disattese. “Negare la mobilità in deroga significa mandare sul lastrico centinaia di famiglie in uno dei territori più colpiti dalla desertificazione produttiva,” ha dichiarato Manca, criticando la Legge di Bilancio nazionale che ha escluso questi lavoratori dai benefici di mobilità in deroga per il 2026.

Le stime indicano che la Sardegna perderà circa 6 milioni e 300 mila euro a causa della decisione, una cifra che avrebbe potuto fare la differenza per centinaia di famiglie in difficoltà. In risposta a questa esclusione, la Regione si è attivata immediatamente, portando la questione alla Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni e presentando un emendamento per ripristinare la norma. Nonostante gli sforzi, è arrivata una comunicazione dal Ministero che ha confermato la mancanza di fondi per la mobilità in deroga per il 2026.

Manca ha infine chiesto con forza una risposta dal Governo: “Chi lo spiega adesso ai lavoratori del Sulcis che, ancora una volta, vedono la Sardegna relegata in fondo all’agenda politica nazionale?” ha aggiunto. “Si tratta di persone che vivono in un’area tra le più martoriate dell’Isola, dove il lavoro non è solo reddito ma riscatto sociale e dignità.”

Insieme ai sindacati, la Regione si prepara a una battaglia per garantire la copertura della mobilità in deroga per il 2026, sottolineando che non si tratta di numeri, ma di diritti, famiglie e futuro.

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