Un’operazione della Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di oltre mezzo chilo di sostanze stupefacenti e di uno smartphone all’interno del carcere di Uta, nel Cagliaritano. Il blitz ha consentito di interrompere una presunta rete organizzata di approvvigionamento di droga destinata ai detenuti, culminando con l’arresto di una donna ritenuta complice esterna.
L’intervento è scattato nel corso dei controlli effettuati durante i colloqui tra detenuti e familiari. Gli agenti hanno notato un comportamento sospetto da parte di un recluso che, secondo quanto ricostruito, nascondeva un involucro tra la biancheria intima. Il tempestivo approfondimento ha portato a bloccare immediatamente due visitatrici, la fidanzata e la madre dell’uomo.
Gli accertamenti si sono concentrati in particolare sulla giovane, sottoposta a perquisizione personale. Gli agenti hanno scoperto che indossava abiti appositamente modificati per occultare la droga, con accorgimenti studiati per eludere i controlli. Il materiale rinvenuto comprendeva hashish, cocaina ed eroina, oltre a uno smartphone che sarebbe dovuto entrare illegalmente nella struttura penitenziaria.
Il sequestro non si è limitato al carcere. Le perquisizioni sono state estese anche all’abitazione e all’automobile della donna arrestata. In questi luoghi sono stati trovati bilancini di precisione, somme di denaro ritenute consistenti e materiale per il confezionamento delle dosi. Elementi che, secondo gli investigatori, confermerebbero l’esistenza di un sistema strutturato per l’introduzione e la distribuzione di stupefacenti all’interno dell’istituto.
L’operazione ha così permesso di interrompere un canale di rifornimento che avrebbe potuto alimentare il traffico di droga tra le mura del penitenziario, con possibili ripercussioni sulla sicurezza interna e sull’ordine pubblico. L’introduzione di telefoni cellulari, inoltre, rappresenta un ulteriore fattore di rischio, poiché consente comunicazioni non controllate con l’esterno.
A sottolineare la portata dell’intervento è intervenuta la Uil Fp, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio a Uta. «È il momento di rendere onore alle donne e agli uomini della Penitenziaria», ha dichiarato il sindacato, evidenziando come il risultato sia frutto di professionalità, dedizione e capacità investigativa.
Il contrasto all’ingresso di sostanze stupefacenti negli istituti di pena resta una delle priorità per garantire sicurezza e legalità, soprattutto in contesti complessi come quello carcerario. L’operazione di Uta dimostra l’efficacia dei controlli durante i colloqui e l’importanza della vigilanza costante da parte del personale.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se la rete smantellata abbia collegamenti con altri soggetti. Intanto, il sequestro di oltre mezzo chilo di droga e di un telefono rappresenta un risultato significativo nella lotta ai traffici illeciti all’interno delle carceri.