La Procura della Repubblica di Cagliari ha concluso due indagini riguardanti manifestazioni politiche svoltesi nella città nel settembre e ottobre 2025, emettendo avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 91 indagati. Le indagini, condotte dalla DIGOS, riguardano due distinti episodi di protesta che hanno avuto come teatro principale il capoluogo sardo, sebbene gli eventi abbiano assunto una dimensione nazionale, con numerosi partecipanti e una forte attenzione mediatica.
Il contesto delle proteste per la Palestina e l’azione radicale
La prima indagine si è concentrata su una serie di proteste in favore della causa palestinese, sviluppatesi tra settembre e ottobre 2025. Queste manifestazioni hanno coinvolto migliaia di cittadini, ma sono emersi anche gruppi ideologicamente orientati, presumibilmente legati agli ambienti più estremisti dell’area antagonista locale. Durante la mobilitazione, che ha coinciso con la partenza della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, si sono verificati episodi di disordini, tra cui cortei non preavvisati e blocchi stradali su arterie vitali della città, con il conseguente caos nella viabilità urbana.
Nel corso delle manifestazioni del 22 settembre, 3 ottobre e 4 ottobre, alcuni gruppi hanno fatto ricorso a comportamenti violenti, scontrandosi con le Forze dell’Ordine. Sebbene la maggior parte delle iniziative si sia svolta pacificamente, l’azione di questi gruppi ha dato luogo a turbative, con il preciso intento di ostacolare i servizi pubblici e creare disagi alla mobilità cittadina. A seguito di un’accurata ricostruzione delle dinamiche, 72 persone sono state identificate come coinvolte nei fatti di reato.
Le indagini ipotizzano reati come l’interruzione di pubblico servizio, blocco stradale, e resistenza aggravata. “Le modalità operative riscontrate indicano una possibile organizzazione preordinata”, ha dichiarato la Procura, evidenziando come l’intento fosse quello di “congestionare la viabilità cittadina e ostacolare il regolare funzionamento dei servizi essenziali.”
Il contrasto tra movimenti antifascisti e Blocco Studentesco
La seconda indagine ha riguardato una manifestazione del 1° novembre 2025, organizzata dal movimento Blocco Studentesco, alla quale hanno partecipato circa 120 persone. Contemporaneamente, un gruppo di circa 250 individui appartenenti al Coordinamento Antifascista si è radunato in piazza Garibaldi, senza rispettare l’obbligo di preavviso previsto dall’articolo 18 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), che stabilisce l’obbligo di informare le autorità competenti con almeno tre giorni di anticipo.
La manifestazione antifascista è degenerata in atti di violenza, con il lancio di bottiglie e oggetti contundenti verso le forze di polizia, che avevano il compito di prevenire il contatto tra i due gruppi contrapposti. Nonostante i tentativi di sfondare i blocchi della polizia, l’operato delle forze dell’ordine ha evitato il peggio, permettendo al corteo del Blocco Studentesco di concludersi senza ulteriori incidenti.
Anche in questo caso, le indagini hanno portato all’identificazione di 19 persone, accusate di resistenza aggravata e violazione delle normative sul preavviso delle manifestazioni. “L’assenza di preavviso ha reso la gestione dell’ordine pubblico estremamente complessa”, ha sottolineato la Procura.
La tutela del diritto di manifestazione e il ruolo della Polizia di Stato
Entrambi i casi evidenziano il costante impegno delle forze di polizia nel bilanciare la tutela del diritto costituzionale di manifestare pacificamente con la salvaguardia dell’ordine pubblico. La Polizia di Stato ha agito con fermezza per evitare episodi di violenza e garantire che le manifestazioni potessero svolgersi nel rispetto della legalità e senza compromettere la sicurezza dei cittadini.
Il prefetto ha sottolineato che l’obbligo di preavviso non implica alcun potere autorizzatorio del Questore, ma una misura organizzativa volta a garantire la sicurezza pubblica, soprattutto in contesti dove manifestazioni opposte possano generare tensioni.