La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, e d’intesa con l’assessore degli Enti Locali, Finanza e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha approvato ufficialmente un Piano strategico volto a individuare le zone di accelerazione per l’installazione di impianti di produzione e stoccaggio di energia da fonti rinnovabili. La decisione rientra nell’ambito della legislazione nazionale, che attribuisce alle regioni e province autonome il compito di mappare e definire queste aree.
Cosa Sono le Zone di Accelerazione?
Le zone di accelerazione sono aree specifiche nelle quali è possibile installare impianti energetici attraverso procedure autorizzative semplificate e con tempi di attuazione ridotti. Le aree vengono selezionate in base ai Piani regionali, dando priorità a superfici già industrializzate, come cave e aree degradate.
Le Aree Mappate dalla Regione
Il Piano, adottato dalla Regione Sardegna, ha individuato come zone di accelerazione principalmente le aree già destinate a usi industriali, artigianali e commerciali. Sono incluse anche strutture edificate e relative superfici esterne, nonché aree adibite a parcheggi, ma esclusi tutti i terreni protetti dal punto di vista ambientale. “Le aree individuate riguardano siti già compromessi da trasformazioni antropiche, riducendo così al minimo il consumo di nuovo suolo e favorendo il riutilizzo di superfici artificiali”, ha spiegato l’assessore Cani.
Focus sul Fotovoltaico e Tecnologie Sostenibili
Una delle caratteristiche distintive di questo Piano è che le zone di accelerazione riguardano esclusivamente il fotovoltaico e i relativi sistemi di stoccaggio. Questa tecnologia, infatti, ha un impatto visivo e ambientale contenuto, con assenza di emissioni durante il funzionamento e un elevato grado di riciclabilità dei componenti. Inoltre, gli impianti possono essere rimossi completamente al termine del loro ciclo di vita, consentendo di ripristinare l’area alle condizioni originarie.
Impatto Ambientale Positivo
Il Piano è stato analizzato sotto il profilo degli impatti ambientali, ed è stato ritenuto coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica stabiliti sia a livello europeo che nazionale. La Giunta ha quindi confermato che l’attuazione di questo progetto è sostenibile e rappresenta un passo significativo verso l’adozione di fonti rinnovabili e la riduzione dell’impatto ambientale.