Un uomo di 59 anni originario della Puglia è stato condannato a 12 anni di reclusione dal tribunale di Cagliari per violenza sessuale ai danni di una ragazza di 14 anni. La sentenza è stata pronunciata al termine di un’indagine che ha ricostruito i contatti tra l’uomo e la minorenne, iniziati sui social network e culminati in un incontro nel capoluogo sardo.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, l’uomo avrebbe contattato la ragazza online fingendo di essere molto più giovane, instaurando con lei un rapporto virtuale costruito su menzogne e inganni. Proprio attraverso i social sarebbe riuscito a guadagnare la fiducia della quattordicenne, avviando una conversazione che nel tempo si sarebbe intensificata.
Gli investigatori hanno accertato che il 59enne avrebbe insistito a lungo per incontrare la ragazza di persona, convincendola alla fine ad accettare un appuntamento. Per farlo l’uomo si sarebbe spostato appositamente dalla Puglia alla Sardegna, organizzando il viaggio con l’obiettivo di incontrarla a Cagliari.
L’incontro tra i due sarebbe avvenuto in un parcheggio di viale Bonaria, una zona centrale della città. È lì che, secondo la ricostruzione emersa durante le indagini e confermata in sede giudiziaria, l’uomo avrebbe abusato della minorenne.
La vicenda è stata successivamente denunciata e ha dato avvio a un’indagine che ha permesso agli inquirenti di ricostruire i contatti online, gli spostamenti dell’uomo e le circostanze dell’incontro. Gli elementi raccolti sono confluiti nel procedimento penale che si è concluso con la condanna.
Il tribunale di Cagliari ha ritenuto provata la responsabilità dell’imputato, stabilendo una pena di 12 anni di carcere per la violenza sessuale ai danni della ragazza. La sentenza rappresenta l’esito del processo che ha esaminato le prove raccolte nel corso delle indagini.
Il caso mette ancora una volta in evidenza i rischi legati all’adescamento online dei minori, fenomeno che negli ultimi anni ha registrato un aumento proprio attraverso le piattaforme social e i sistemi di messaggistica.
Le autorità ricordano l’importanza della prevenzione e del controllo delle attività online dei più giovani, soprattutto quando entrano in contatto con persone sconosciute. In questa vicenda, infatti, l’uomo avrebbe costruito un’identità falsa per apparire coetaneo o comunque molto più giovane, riuscendo così ad avvicinare la minorenne.
Con la condanna emessa dal tribunale del capoluogo sardo si chiude quindi una vicenda giudiziaria che ha avuto origine da un contatto virtuale e che si è poi trasformata in un grave episodio di violenza ai danni di una minorenne.