Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, ha preso una posizione netta contro la proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice Penale, che riguarderebbe il reato di violenza sessuale. La proposta, avanzata nell’ambito del ddl Bongiorno, prevede il passaggio dal principio del consenso libero e attuale al principio del dissenso per definire il crimine.
In un intervento rilasciato alla stampa, Todde ha dichiarato: “Per impegni istituzionali pregressi, ho partecipato alla conferenza sociosanitaria ad Oristano e non ho potuto essere presente accanto al presidente Comandini per parlare con la delegazione del coordinamento femminista e transfemminista. Tuttavia, voglio ribadire la mia ferma posizione.”
La presidente ha sottolineato i pericoli insiti nella proposta, spiegando che “spostare il baricentro sul dissenso significa tornare a chiedere alle vittime di dimostrare di essersi opposte, di aver detto no nel modo giusto, di aver resistito abbastanza.” Per Todde, questo comporterebbe una vittimizzazione secondaria per le donne che subiscono violenza, una pressione che renderebbe più difficile la denuncia e la protezione delle vittime.
“Senza consenso è sempre violenza,” ha continuato la presidente, ribadendo l’importanza di mantenere il principio del consenso come fondamento per riconoscere il reato di violenza sessuale.
Il dibattito sulla modifica dell’articolo 609 bis sta sollevando forti polemiche, con molti esperti e attivisti che temono che la proposta possa minare i diritti delle vittime, facendo loro gravare ulteriori oneri nel processo legale. Todde, insieme ad altri, continua a sostenere che non si debba fare nessun passo indietro nella protezione delle donne.