Un inseguimento ad alta velocità, concluso con una presunta aggressione, è avvenuto nel pomeriggio di ieri lungo la statale 195, nel tratto poco dopo il ponte della Scaffa, alle porte di Cagliari. La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di ricostruzione e molti aspetti restano poco chiari.
Secondo le prime indiscrezioni, una Smart con alla guida una giovane donna sarebbe stata inseguita da una Mercedes e, probabilmente, anche da un secondo veicolo. L’inseguimento sarebbe proseguito per alcuni chilometri fino al rettilineo situato poco oltre lo svincolo di Sa Illetta, dove la vettura della ragazza sarebbe stata costretta a fermarsi.
Stando alle informazioni trapelate nelle prime ore dopo l’episodio, la giovane stava dirigendosi verso l’abitazione del padre quando sarebbe iniziato l’inseguimento. Una volta uscita dalla città, l’uomo che la seguiva avrebbe speronato la Smart, costringendola a interrompere la corsa.
A quel punto l’uomo sarebbe sceso dalla propria auto con un oggetto contundente, utilizzato per mandare in frantumi il finestrino della vettura. Successivamente avrebbe afferrato la giovane e l’avrebbe costretta a scendere dal veicolo.
Non è ancora chiaro se la donna sia stata trascinata con la forza oppure minacciata, né se durante l’episodio sia stata colpita fisicamente. Alcune informazioni parlano anche di un possibile pugno, ma su questo punto non ci sono al momento conferme ufficiali.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cagliari, insieme a un’ambulanza del 118. I sanitari hanno prestato i primi soccorsi alla giovane, che è stata trovata in evidente stato di agitazione.
Dopo l’intervento, i militari hanno raccolto le prime testimonianze della donna e successivamente anche quelle del presunto aggressore. Entrambe le persone coinvolte sono state identificate.
Gli investigatori si sono poi trasferiti in caserma per approfondire la ricostruzione dei fatti, confrontando le versioni dei protagonisti e verificando eventuali riscontri alle dichiarazioni raccolte.
Al momento non è chiaro quale sia il movente dell’episodio. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi: tra queste un possibile motivo di natura sentimentale oppure economica.
Le verifiche sono proseguite per tutta la serata sotto la direzione del sostituto procuratore Mario Leo, pubblico ministero di turno. Non è ancora stato stabilito se al termine degli accertamenti verrà trasmessa una relazione all’autorità giudiziaria o se verranno adottati altri provvedimenti.
I carabinieri mantengono per ora il massimo riserbo investigativo, in attesa di chiarire con precisione la dinamica dell’inseguimento e della presunta aggressione.
Nelle prossime ore si capirà se i fatti potranno configurare un reato perseguibile d’ufficio oppure su querela di parte, oltre a individuare con maggiore certezza il movente dell’episodio.