Giunta regionale, dopo il referendum atteso il vero rimpasto

L’avvicendamento agli Affari generali apre la fase di verifica nella maggioranza: il Pd chiede più peso in Giunta e torna il nodo della Sanità

Il cambio alla guida dell’assessorato agli Affari generali era nell’aria da tempo e rappresenta solo il primo passo di una fase politica più ampia. L’avvicendamento tra Cocco e Motzo segna infatti un passaggio atteso all’interno della Giunta regionale, ma il vero rimpasto dovrebbe arrivare soltanto dopo il referendum, quando scadrà la tregua politica tra la presidente della Regione e il Partito democratico.

La pausa nei rapporti tra l’esecutivo e i democratici era stata concordata dopo lo strappo sulle nomine nelle aziende sanitarie locali, una vicenda che aveva acceso tensioni all’interno della maggioranza. Il confronto politico è stato rimandato di qualche settimana, ma il tema del riassetto della Giunta resta al centro delle trattative tra i partiti che sostengono l’amministrazione regionale.

A ribadire la necessità di una verifica politica è stato il segretario regionale del Pd durante l’ultima direzione del partito. Il leader dei democratici ha sottolineato come, dopo due anni di legislatura, sia necessario fare una valutazione complessiva sull’azione di governo.

Secondo il segretario dem, una verifica di metà mandato rappresenta un passaggio utile per capire cosa abbia funzionato e quali aspetti dell’azione amministrativa debbano essere migliorati. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’efficacia dell’esecutivo e rispondere in modo più incisivo alle esigenze dei cittadini.

Le trattative in corso riguardano diversi assessorati e potrebbero portare a cambiamenti significativi nella composizione della Giunta. Tra le posizioni considerate più esposte ci sarebbe quella dell’assessore all’Industria, il dem Cani, mentre restano sotto osservazione anche due assessorati affidati a tecnici: i Trasporti, guidati da Manca, e gli Enti locali, con Spanedda.

Il Partito democratico punta inoltre a rafforzare la propria presenza nell’esecutivo regionale. Tra le richieste avanzate nel confronto politico c’è l’ottenimento di una quarta casella in Giunta, un elemento che ridisegnerebbe gli equilibri all’interno della maggioranza.

Nell’ambito delle trattative emerge anche la possibile disponibilità dei democratici a cedere la presidenza del Consiglio regionale. Questa ipotesi sarebbe legata a un eventuale scenario nazionale: se Comandini dovesse essere candidato alle elezioni politiche, la guida dell’assemblea potrebbe diventare oggetto di un nuovo accordo politico.

Un altro tema centrale nel confronto tra le forze della maggioranza riguarda la gestione della Sanità. Il settore, considerato uno dei più delicati dell’azione di governo, è attualmente seguito direttamente dalla presidente della Regione con un incarico ad interim.

Secondo alcune indiscrezioni, la presidente Todde sarebbe orientata a mantenere il controllo diretto dell’assessorato alla Sanità, scelta che potrebbe influenzare gli equilibri complessivi del rimpasto.

La fase politica che si aprirà dopo il referendum sarà quindi decisiva per definire il futuro assetto della Giunta. Le prossime settimane saranno dedicate ai negoziati tra i partiti della coalizione, chiamati a trovare un punto di equilibrio tra esigenze politiche e continuità amministrativa.

Il vero rimpasto, atteso alla fine della tregua politica, potrebbe ridisegnare gli equilibri interni alla maggioranza regionale e segnare una nuova fase della legislatura.

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