Sardegna, aggiornamento del PPR – Assessore Spanedda: la tutela diventa leva di sviluppo

La revisione del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna avvia una nuova fase di valorizzazione del territorio, tra sostenibilità e coesione sociale.

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Dopo vent’anni, la Regione Sardegna avvia la revisione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR), uno strumento centrale per il governo del territorio, che avrà un impatto significativo sulla gestione e valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali dell’isola. L’Assessore agli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha spiegato questa mattina le linee di aggiornamento del Piano durante un convegno promosso dal Ministero della Cultura, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, e dalla Biblioteca Universitaria di Sassari.

“Dobbiamo superare l’idea che tutela e sviluppo siano in contrapposizione e riconoscere nella tutela una leva di sviluppo”, ha sottolineato Spanedda, evidenziando come il paesaggio non debba essere visto come un elemento statico, ma come un sistema che va accompagnato e curato nel tempo. La tutela del paesaggio è una tutela attiva, un progetto che impedisce la sua perdita e il suo decadimento, quindi, mettendo in luce l’importanza di una visione dinamica che non si limiti a vincolare, ma a valorizzare e accompagnare l’evoluzione dei luoghi.

Il nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PPR) segna pertanto un cambiamento significativo nelle politiche di sviluppo territoriale. L’Assessore ha evidenziato come sia necessario passare dal concetto di uno sviluppo che trasforma il territorio a uno che lo valorizza, mantenendone le caratteristiche e accompagnandolo senza snaturarlo, indicando la necessità di un approccio che rispetti la storia e le tradizioni dei luoghi, ma che sia anche proiettato verso la sostenibilità e l’innovazione.

In un contesto molto diverso da quello del 2006, il Piano dovrà affrontare anche sfide legate alla crescente pressione speculativa, che si è spostata dalle coste alle zone interne dell’isola. L’Assessore ha spiegato che i Progetti per la produzione di energie rinnovabili e le recenti siccità dicono che è necessario intervenire su temi come le opere di difesa, il ciclo dell’acqua e la sostenibilità. Per questo, è fondamentale un lavoro congiunto con gli esponenti dei vari saperi, i portatori di interesse, le comunità e gli Enti locali per affrontare i temi complessi legati al paesaggio e alla gestione del territorio.

L’aggiornamento del PPR della Sardegna è anche una risposta al problema dello spopolamento, in particolare nelle aree interne della Sardegna. La tutela passa anche dalla possibilità di dare occasioni di lavoro e migliorare le condizioni di vita, ha aggiunto Spanedda, collegando la pianificazione territoriale alla coesione sociale e alla necessità di mantenere vive le comunità locali.

L’aggiornamento del Piano prevede anche il riesame di 130 decreti ministeriali di vincolo, già validati per gruppi montuosi, edifici storici, beni identitari e aree di interesse naturalistico. “Questo lavoro di revisione e aggiornamento è cruciale per garantire una pianificazione coerente e aggiornata, capace di rispondere alle nuove sfide territoriali”, ha ricordato l’assessore, sottolineando l’importanza di un approccio tecnico e accurato.

Infine, l’aggiornamento del PPR offre anche un’opportunità per rafforzare le strutture tecniche degli Enti locali, in particolare dei Comuni più piccoli e fragili, affinché possano gestire in modo più efficace il proprio territorio. “Aggiornare il PPR non è solo una necessità tecnica, ma una scelta strategica per sostenere lo sviluppo, la coesione sociale e la tutela dei valori paesaggistici della Sardegna”, ha concluso Spanedda.

Fonte: Regione Sardegna

 

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