La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervistata dal Fatto Quotidiano, torna sul caso della sua presunta decadenza, ribadendo la fiducia nella magistratura ma contestando il provvedimento che l’ha colpita.
Secondo la governatrice, la decisione che la riguarda non è stata un vero e proprio giudizio, ma piuttosto un atto amministrativo emesso da un organo che, tra l’altro, si è diviso nel voto. Todde sostiene che, sulla base delle valutazioni dei suoi legali, il provvedimento risulta privo di motivazioni giuridiche, poiché non si sono verificate le condizioni necessarie per dichiararla decaduta. In particolare, sottolinea come non ci sia stata alcuna mancata presentazione della rendicontazione elettorale e come non sia stato superato il limite di spesa previsto dalla normativa. Per questo motivo, ritiene che l’unico organo preposto a esprimersi in maniera definitiva sulla sua posizione sia il Consiglio regionale.
Todde non risparmia critiche al centrodestra, accusandolo di utilizzare questa vicenda come arma politica. Secondo la presidente, mentre le destre attaccano i giudici per convenienza, non esitano a mantenere al proprio posto una ministra attualmente rinviata a giudizio. Senza fare nomi, il riferimento appare chiaro alla ministra Daniela Santanché.
Replica anche alle dichiarazioni di Paolo Truzzu, esponente di Fratelli d’Italia, che ha definito la legislatura “politicamente morta”. Todde respinge questa affermazione, elencando una serie di interventi già realizzati dalla sua giunta, tra cui le bonifiche nell’arcipelago de La Maddalena, l’accordo per lo stanziamento di 1,7 miliardi di euro destinati alla coesione e allo sviluppo, l’azione contro la speculazione energetica e l’approvazione di 170 delibere per il settore sanitario.
«Truzzu forse vive in una realtà parallela», commenta la presidente, ribadendo come l’attuale governo regionale abbia già avviato importanti iniziative per la Sardegna e non abbia alcuna intenzione di fermarsi.
oh truzzeddu tirati a ……..