Sardegna, la Corte dei Conti approva il rendiconto 2024: conti in regola, ma restano criticità strutturali

Giudizio positivo sul bilancio della Regione, ma si segnalano ritardi nella spesa e nei settori chiave come sanità, trasporti e Pnrr.

Il rendiconto generale 2024 della Regione Sardegna è stato approvato con parifica dalle sezioni riunite della Corte dei Conti, che in udienza pubblica hanno confermato la regolarità delle operazioni contabili, in linea con le norme di bilancio vigenti. All’udienza erano presenti la presidente della Regione, Alessandra Todde, insieme agli assessori Emanuele Cani (Industria), Armando Bartolazzi (Sanità), Mariaelena Motzo (Affari generali) e Rosanna Laconi (Ambiente).

Il Collegio dei magistrati contabili, presieduto da Donata Cabras, ha riconosciuto la solidità dei conti dell’amministrazione regionale, pur sottolineando alcune criticità persistenti già evidenziate negli anni passati.

Conti in ordine, ma programmazione ancora debole
Secondo la Corte, la Regione ha rispettato gli equilibri di bilancio, i limiti di spesa e ha chiuso l’esercizio con un risultato positivo: il risultato di amministrazione 2024 ammonta a 3.719.635.556 euro, in lieve calo (–2,14%) rispetto al 2023. La parte disponibile del bilancio è però aumentata significativamente, arrivando a 755.740.958,47 euro (+42,32%), grazie a una gestione di competenza particolarmente efficiente che ha prodotto un attivo di 690,2 milioni.

La presidente del collegio, Donata Cabras, ha evidenziato che “oggi si sono liberati definitivamente circa 755 milioni, che possono essere immediatamente spesi per le priorità della Regione”. In cima alla lista restano sanità – in particolare per il contrasto alle liste d’attesa e al fenomeno crescente della rinuncia alle cure – e i trasporti, con attenzione ai collegamenti interni e con il resto d’Italia.

Sanità, trasporti e Pnrr: settori sotto osservazione
Nonostante il giudizio positivo, la Corte ha messo in luce alcuni punti deboli, tra cui:

  • Programmazione unitaria carente, con difficoltà nel coordinare interventi e risorse;

  • Capacità di spesa rallentata, come dimostrato dall’avanzo di cassa elevato, che rallenta l’impatto effettivo delle politiche pubbliche;

  • Sanità, trasporti e istruzione tra i settori più esposti a ritardi e inefficienze;

  • Ritardi nell’utilizzo dei fondi Pnrr, ancora sotto la lente d’ingrandimento della magistratura contabile.

Le relazioni dei magistrati referendari Elisa Carnieletto e Davide Nalin hanno evidenziato i dati tecnici, mentre la procuratrice regionale Maria Elisabetta Locci ha curato l’analisi generale, formulando la requisitoria e la parifica.

Confronto costante con la magistratura contabile
La presidente Alessandra Todde, intervenuta in aula, ha accolto le osservazioni della Corte sottolineando l’impegno della Regione nel rafforzare la capacità amministrativa, rilanciare la programmazione strategica e migliorare la spesa pubblica. Ha inoltre confermato l’importanza di mantenere un dialogo continuo e costruttivo con la Corte dei Conti, vista come un partner istituzionale per garantire trasparenza e rigore nella gestione delle risorse pubbliche.

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