Anonimasequestri porta in scena la Sardegna sospesa tra mito e realtà

Lo spettacolo “anonimasequestri” di Leonardo Tomasi racconta una Sardegna sospesa tra la memoria dei sequestri e il desiderio di rinascita di una generazione in cerca di identità.

Una Sardegna sospesa tra passato e futuro prende vita sul palcoscenico con “anonimasequestri”, l’ultima creazione di Leonardo Tomasi, vincitore del Premio Scenario 2023. Lo spettacolo, in programma oggi alle 20.30 al TsE di Is Mirrionis, apre la stagione 2025-2026 del Teatro Senza Quartiere, organizzata dal Teatro del Segno.

Tomasi, che firma testo, regia e interpretazione, costruisce un racconto intenso e surreale, dove il ricordo della stagione dei sequestri in Sardegna si fonde con una riflessione contemporanea sul disagio giovanile. Nella pièce, la memoria di un passato oscuro diventa materia di spettacolo e attrazione turistica, in un cortocircuito ironico che mette a nudo le contraddizioni di un’isola in cerca di riscatto.

Al fianco di Tomasi, sul palco, Federico Giaime Nonnis e Daniele Podda, insieme a un misterioso ostaggio, danno vita a un gioco di ruoli tra verità scenica e illusione cinematografica. La dramaturg Sonia Soro, anche assistente alla regia, accompagna la costruzione di un progetto multimediale che fonde teatro, cinema e sperimentazione visiva, proiettando il pubblico in una dimensione dove la realtà si confonde con la finzione.

I protagonisti sono due giovani in lotta per affermare la propria identità, in un contesto sociale segnato dalla precarietà e dalla disoccupazione. Decidono di reinventarsi, sfruttando gli stereotipi legati alla loro terra – dal banditismo alla pastorizia – per mettere in piedi un singolare pacchetto-vacanze, in cui i turisti possono “vivere” l’esperienza del sequestro. Il tono grottesco diventa strumento di denuncia, ma anche di autoironia: la Sardegna dei rapimenti diventa palcoscenico di un sogno distorto di successo.

Con una scrittura serrata e un ritmo cinematografico, “anonimasequestri” indaga il confine sottile tra realtà e finzione, tra la volontà di emanciparsi e l’impossibilità di spezzare davvero i legami con la propria terra. Tomasi porta in scena una generazione sospesa, incapace di riconoscersi nei modelli del passato ma anche spaesata di fronte a un futuro incerto.

L’opera, prodotta da Teatro di Sardegna / TRIC e Teatro Metastasio di Prato, si inserisce nel filone di quelle narrazioni che trasformano la memoria collettiva in teatro civile, ma con una cifra stilistica nuova: l’humour nero. Tra colpi di scena e momenti di forte introspezione, lo spettacolo diventa un viaggio nell’animo dell’isola, dove la bellezza dei paesaggi convive con le ombre della storia.

Il messaggio che emerge è chiaro: solo riconoscendo le proprie radici è possibile costruire un futuro diverso, senza rinnegare le contraddizioni che ancora attraversano la Sardegna contemporanea. “anonimasequestri” non si limita a raccontare un fatto, ma invita lo spettatore a interrogarsi sul peso dell’identità, sulla responsabilità della politica e sul valore del riscatto personale.

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