Oristano, bimbo sordo senza assistenza: solo 8 ore a settimana, ma ne servirebbero 30

Nel Piano educativo è scritto chiaramente che le ore assegnate non bastano. La madre presenta diffida legale al Comune: “È un diritto, non una concessione”

A soli nove anni, un bambino completamente sordo si trova a vivere la scuola come un luogo di esclusione anziché di crescita. Succede a Oristano, dove il Comune ha garantito al piccolo solo otto ore settimanali di assistenza alla comunicazione, nonostante nel Piano educativo individualizzato (Pei) sia chiaramente indicato che questo monte ore è del tutto insufficiente.

La vicenda ha portato la madre del bambino a intraprendere un’azione legale, dopo che per mesi ha cercato risposte concrete da parte dell’amministrazione. “Non chiedo un favore, ma l’applicazione di un diritto”, ha dichiarato la donna, che sottolinea come il figlio non solo non riesca a seguire le lezioni, ma viva anche un forte disagio relazionale, perché non può comunicare con i compagni.

Il Pei, documento ufficiale che definisce gli interventi educativi necessari per l’alunno, riporta che «otto ore sono insufficienti per favorire la partecipazione dell’alunno ad una didattica inclusiva» e che «per assicurare un diritto incomprimibile all’istruzione del bambino con sordità grave si auspica il supporto per 30 ore settimanali». Una necessità chiara, dunque, che non è stata finora rispettata.

A sostegno della famiglia è intervenuta l’avvocata Francesca Macis, che ha inviato due diffide al Comune di Oristano. Nella seconda, si legge che «la condotta perpetrata dal Comune […] comporta una contrazione del diritto della persona disabile alla pari opportunità nella fruizione del servizio scolastico» e che ciò rappresenta una violazione di un obbligo di legge, in quanto l’attività amministrativa è vincolata all’attuazione del diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità. Il legale ha chiesto l’attivazione entro cinque giorni del servizio per il nuovo anno scolastico, in conformità con quanto previsto dal Pei.

La diffida specifica inoltre che, in caso di mancato adeguamento, verranno adite le competenti Autorità, riservandosi la facoltà di intraprendere azioni legali più incisive.

Dal Comune di Oristano è giunta una replica tramite l’assessora ai Servizi sociali Carmen Murru, che ha affermato: «La richiesta della famiglia è attualmente in esame da parte del servizio sociale. Il servizio ha già accolto diverse istanze della famiglia in passato, e anche questa volta verrà seguito lo stesso iter, nel rispetto dei regolamenti attuativi».

Tuttavia, la situazione resta in stallo, mentre il tempo passa e il bambino continua a trascorrere gran parte delle giornate scolastiche senza poter accedere realmente all’istruzione, né comunicare in modo adeguato con docenti e compagni.

L’intera vicenda riaccende l’attenzione su un tema cruciale: l’inclusione scolastica dei minori con disabilità non può dipendere da valutazioni economiche, ma deve essere garantita in modo pieno e conforme ai diritti sanciti dalla legge.

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