La Regione Sardegna ha impegnato 2 milioni e 220 mila euro annui per i lavoratori dell’area di crisi industriale complessa di Portovesme e Porto Torres, che ricevono la mobilità in deroga. La delibera approvata dal Consiglio Regionale prevede un sostegno economico a favore di circa 320 lavoratori in difficoltà, con una integrazione al reddito che non potrà superare i 500 euro mensili.
Questa misura è stata introdotta per sostenere i lavoratori che, a causa della crisi industriale, hanno subito una significativa diminuzione dei redditi. Il provvedimento, che si applica agli anni 2025, 2026 e 2027, rappresenta un supporto concreto per i lavoratori che continuano a essere in difficoltà economica a causa della crisi che ha colpito le due aree industriali.
La delibera è stata presentata dalla direttrice generale dell’assessorato regionale del Lavoro, Delfina Spiga, e ha ricevuto ieri sera il parere favorevole unanime della Seconda commissione consiliare Lavoro, Cultura e Formazione Professionale, presieduta dalla consigliera regionale del PD, Camilla Soru.
Un aiuto concreto per i lavoratori
L’integrazione al reddito, come previsto dal provvedimento, sarà destinata ai lavoratori che percepiscono la mobilità in deroga, una misura che è stata ridotta negli ultimi anni. Questo intervento, quindi, si configura come una risposta diretta alle difficoltà economiche dei lavoratori, contribuendo a migliorare la loro condizione durante la fase di transizione e difficoltà legata alla crisi industriale.
Camilla Soru, presidente della commissione, ha sottolineato come questa decisione sia un passo importante per sostenere i lavoratori e garantire un futuro più stabile per le aree industriali che da tempo stanno affrontando una grave crisi occupazionale.