Dighe piene e rischio esondazioni, Sardegna in doppia emergenza

Dal bollettino della Protezione civile: invasi da alleggerire e criticità massima tra Cagliari e Gallura

Dalla siccità cronica all’eccesso di acqua nel giro di poche settimane. È la fotografia scattata dalla Protezione civile regionale nel bollettino di monitoraggio diffuso questa mattina alle 9, documento che, in caso di allerta rossa, viene aggiornato ogni tre ore. Il quadro restituisce ancora una volta un’Isola divisa in due: criticità massima da Cagliari alla Gallura, passando per il Medio Campidano, mentre nel resto della Sardegna non si registrano emergenze rilevanti.

Le dighe sarde sono sotto osservazione e in diversi casi si è reso necessario alleggerire gli invasi, ormai prossimi ai livelli massimi di sicurezza. Una situazione che segna un cambio di scenario radicale rispetto ai mesi scorsi, dominati dall’emergenza idrica.

Doppia emergenza

Dal bollettino emergono due rischi principali. Il primo è quello idraulico, legato alla possibilità di esondazioni. L’innalzamento del livello del mare, causato dal forte vento, può generare un effetto muro alle foci dei fiumi, già gonfi per le piogge intense. Una combinazione che aumenta il pericolo di superamento degli argini e allagamenti nelle aree più esposte.

Il secondo rischio riguarda invece la tenuta delle strutture stesse. In alcuni casi si parla di “preallerta” per la sicurezza delle dighe, una condizione che, pur non configurando un’emergenza immediata, desta comunque forte preoccupazione e richiede monitoraggi costanti.

La mappa delle dighe sotto osservazione

La Protezione civile ha formalizzato la doppia emergenza – rischio idraulico e rischio diga – per i seguenti invasi:

  • Flumineddu (tra Seui e Ulassai)

  • Sa Teula (Torpè)

  • Bau Muggeris e Bau Mandara (Villagrande Strisaili)

  • Monti di Deu (Tempio Pausania)

  • Govossai (Fonni)

  • Corongiu 2 (La Maddalena)

In altri bacini, invece, il rischio indicato è limitato alle esondazioni nelle aree a valle. È il caso di:

  • Is Maccheronis (Torpè)

  • Pedra e’Othoni (Dorgali)

  • Genna Is Abis (Uta e Villaspeciosa)

  • Santa Lucia (Villagrande Strisaili)

  • Medau Zirimilis (Siliqua)

  • Diga di Sinnai

Una situazione diversa riguarda infine il bacino di Minghetti, a Lula, dove il bollettino segnala un rischio legato esclusivamente alla tenuta della struttura.

Allerta rossa e nuovi aggiornamenti

L’allerta rossa resta in vigore fino alla mezzanotte di oggi, 20 gennaio, ma l’evoluzione del quadro meteo e idrogeologico viene seguita minuto per minuto. Alle 12 è in programma una nuova conferenza nella sede della Protezione civile regionale, in via Vittorio Veneto 28, per fare il punto sulla situazione del maltempo e valutare eventuali ulteriori misure.

Intanto l’invito ai cittadini delle aree più esposte è alla massima prudenza, evitando spostamenti non necessari e rispettando le indicazioni delle autorità. La Sardegna, ancora una volta, si trova a fare i conti con gli estremi climatici, passando in pochi mesi da una crisi idrica storica a una fase di sovraccarico dei sistemi di contenimento dell’acqua.

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