FIPE Sud Sardegna rilancia la sicurezza nei locali dopo Crans-Montana

Appello a imprese e istituzioni: prevenzione e responsabilità condivisa nei pubblici esercizi.

incendi

La tragedia avvenuta a Crans-Montana riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza nei pubblici esercizi e impone una riflessione immediata anche in Sardegna. In questo contesto, FIPE Confcommercio Sud Sardegna richiama imprenditori, istituzioni e organi di controllo a un’assunzione condivisa e responsabile degli impegni necessari per garantire l’incolumità di lavoratori e clienti.

L’appello si inserisce nel solco delle decisioni assunte a livello nazionale dal Comitato Direttivo di FIPE, riunitosi a Roma il 22 gennaio 2026, che ha ribadito come episodi drammatici, pur maturati in contesti normativi diversi da quello italiano, coinvolgano inevitabilmente l’intero settore e richiedano una risposta unitaria, strutturata e responsabile.

La sicurezza non è un adempimento burocratico, ma un valore fondante della nostra attività e un presupposto essenziale del rapporto di fiducia tra imprese, lavoratori e clienti”, dichiara il presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia. “I fatti di Crans-Montana dimostrano che non si può mai abbassare la guardia: serve mantenere altissimo il livello di attenzione, prevenzione e consapevolezza, anche in un Paese come l’Italia che dispone di un quadro normativo già stringente e articolato”.

In coerenza con l’indirizzo nazionale della Federazione, FIPE Sud Sardegna invita gli operatori dei pubblici esercizi dell’Isola a evitare l’utilizzo delle candeline pirotecniche all’interno dei locali, una pratica che può trasformarsi in un grave fattore di rischio per la sicurezza delle persone.

Come imprenditori abbiamo un dovere morale prima ancora che professionale”, prosegue Frongia. “La sicurezza deve tradursi in comportamenti concreti, quotidiani e coerenti con le autorizzazioni, le capienze, l’organizzazione degli spazi e la gestione delle emergenze. Per questo sosteniamo la richiesta rivolta al Governo di valutare l’introduzione di un divieto esplicito sull’uso di questi dispositivi”.

FIPE Confcommercio Sud Sardegna sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione con gli organi di controllo, affinché le verifiche abbiano anche una funzione preventiva e formativa, e di investire con continuità nella formazione di titolari e lavoratori, per sviluppare una cultura diffusa della prevenzione e della gestione dei rischi.

È necessario aprire subito un confronto interistituzionale”, conclude il presidente, “che coinvolga Governo, Regione Sardegna, enti locali, associazioni di categoria e operatori del settore. Un dialogo strutturato che valorizzi le imprese che operano nel rispetto delle regole, contrasti con decisione abusivismo e irregolarità e promuova iniziative di sensibilizzazione, anche nelle scuole. Solo così potremo garantire uno sviluppo sano e sostenibile dei pubblici esercizi, mettendo davvero al centro la tutela delle persone e la legalità”.

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