Sardegna, gennaio da primato: piogge sei volte superiori allo scorso anno

I dati Arpas confermano l’anomalia climatica: accumuli record e nuova perturbazione in arrivo sul Nord-Ovest dell’Isola

Gennaio 2026 si sta trasformando in un mese da ricordare sul fronte meteo in Sardegna. Le precipitazioni registrate dall’inizio dell’anno ad oggi risultano addirittura sei volte superiori rispetto a quelle dello stesso periodo del 2025. E il bilancio è ancora provvisorio: il mese non è terminato e una nuova perturbazione di origine atlantica è pronta a interessare soprattutto la fascia nordoccidentale dell’Isola.


Dati che confermano la percezione

La sensazione diffusa tra i cittadini – quella di un inverno particolarmente piovoso – trova riscontro nei numeri ufficiali. Secondo l’analisi degli esperti, non si tratta di episodi isolati ma di una sequenza ravvicinata di perturbazioni che, una dopo l’altra, hanno portato piogge insistenti su gran parte del territorio regionale, con picchi significativi soprattutto nelle zone interne e lungo la fascia costiera occidentale.


Nuovo fronte perturbato in arrivo

La situazione è destinata a proseguire nei prossimi giorni: una perturbazione atlantica è attesa sulla Sardegna nordoccidentale, con nuove precipitazioni che potrebbero incrementare ulteriormente il bilancio già elevato di questo inizio di 2026. Gli esperti monitorano con attenzione l’evoluzione del quadro sinottico, perché i terreni sono già saturi e il rischio di criticità idrogeologiche resta alto in diverse aree.


Effetti sul territorio

Se da un lato l’abbondanza di pioggia rappresenta una boccata d’ossigeno per le riserve idriche dopo stagioni segnate dalla siccità, dall’altro crea problemi sul piano della sicurezza: allagamenti, frane e difficoltà alla viabilità sono stati segnalati in più punti dell’Isola nelle ultime settimane.

L’Arpas, insieme alla Protezione civile, continua a seguire l’evoluzione della situazione con aggiornamenti costanti, invitando alla prudenza soprattutto nelle zone più esposte.


Un inverno che rompe gli schemi

Il confronto con lo scorso anno evidenzia una differenza netta: dove nel 2025 le piogge erano state scarse, oggi i quantitativi risultano moltiplicati. Un segnale, secondo gli esperti, di una maggiore variabilità climatica, con periodi molto secchi alternati a fasi estremamente piovose.

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