Un tentativo di furto in abitazione è stato sventato a Sant’Antioco grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, allertati da un residente della zona. Tre giovani, tra cui un minorenne, sono stati sorpresi all’interno della casa di una donna di 90 anni mentre cercavano di impossessarsi di denaro e oggetti di valore. Per due di loro è scattato l’arresto in flagranza.
L’episodio ha avuto origine da una chiamata al 112 effettuata da un vicino, insospettito da rumori insoliti provenienti dall’abitazione adiacente. La prontezza della segnalazione ha consentito ai militari di intervenire rapidamente, evitando che il furto venisse portato a termine. Sul posto sono giunti i carabinieri della Stazione di Sant’Antioco, supportati dall’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Carbonia.
Una volta arrivati davanti all’immobile, i militari hanno riscontrato evidenti segni di effrazione sul portone d’ingresso. L’accesso forzato ha confermato i sospetti di un’intrusione in corso. Entrati nell’edificio, gli uomini dell’Arma hanno individuato uno dei giovani mentre tentava di allontanarsi tra le stanze per sottrarsi al controllo.
L’ispezione dell’abitazione è proseguita piano per piano, fino a raggiungere una stanza al secondo livello dello stabile, dove i tre ragazzi avevano cercato di nascondersi. Si tratta di un diciottenne e di un ventunenne residenti in zona, entrambi già noti alle forze dell’ordine, e di un diciassettenne. L’operazione si è svolta con la proprietaria ancora presente in casa, ignara di quanto stesse accadendo mentre riposava nella propria camera da letto.
Durante i controlli, i carabinieri hanno recuperato una modesta somma di denaro contante e diversi oggetti che erano stati appena sottratti. La refurtiva è stata restituita immediatamente alla novantenne, che non si era accorta del tentativo di furto fino all’arrivo dei militari.
Per i due maggiorenni è stato disposto l’arresto in flagranza di reato. Al termine delle formalità di rito, entrambi sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, in attesa delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria ordinaria. Il minorenne, invece, è stato affidato ai genitori e resta a disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni.
L’intervento coordinato tra le diverse articolazioni dell’Arma ha consentito di bloccare i presunti responsabili prima che potessero allontanarsi, evitando conseguenze più gravi per l’anziana residente. L’episodio conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel prevenire e contrastare i reati predatori, soprattutto ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, l’anziana vittima ha potuto riottenere i propri beni e tornare alla normalità dopo momenti di forte rischio, vissuti senza esserne consapevole.