Anche la Cgil della Sardegna ha deciso di aderire alla mobilitazione prevista per il 28 febbraio a Cagliari contro la decisione del Governo di trasferire un numero elevato di detenuti in regime di 41-bis nelle carceri sarde. La Confederazione Generale Italiana del Lavoro considera questa misura sbagliata e inaccettabile e ha deciso di partecipare alle iniziative per contrastare il piano del Ministro della Giustizia.
“Questa decisione – afferma la segreteria regionale – rende evidente un approccio punitivo da parte del ministro della Giustizia nei confronti della Sardegna, considerata come territorio marginale e periferico da trattare senza rispetto per la cultura, la storia e la dignità della società sarda“, si legge in una nota ufficiale della Cgil. La sigla sindacale sottolinea che la concentrazione di un numero così elevato di detenuti in regime di 41-bis porterebbe a un serio rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto socioeconomico sardo, un pericolo che ha già dato segni evidenti in alcune aree dell’Isola. Voci autorevoli della magistratura locale hanno già evidenziato come questo tipo di scelta possa minacciare la sicurezza e la stabilità del territorio.
La Cgil, pur non aderendo di solito a iniziative indette da altri soggetti, ha dichiarato che parteciperà a questa mobilitazione in quanto gli obiettivi e le finalità della protesta sono condivisibili. L’adesione si basa su una posizione autonoma della Cgil, che considera fondamentale il contrasto a una politica che considera la Sardegna come una “periferia” priva di una propria identità e dignità. La manifestazione del 28 febbraio a Cagliari, che si terrà in Piazza Palazzo alle 11:00, diventa quindi un’occasione per tutte le forze politiche e sociali di ribadire la loro opposizione alla decisione del Governo.