Il Movimento 5 Stelle ha presentato in Commissione Finanze una risoluzione, promossa dall’onorevole Mario Perantoni, riguardante la soppressione e l’accorpamento delle sedi delle Corti di giustizia tributaria di Oristano e Nuoro, come previsto dalla legge delega n. 111/2023. Un atto che solleva preoccupazioni per i cittadini e le imprese delle aree interne della Sardegna, che rischiano di veder compromesso l’accesso alla giustizia.
I rischi per i cittadini e le imprese
Nel documento, Perantoni evidenzia i rischi concreti derivanti da questa riorganizzazione, che obbligherebbe i cittadini delle zone più remote a percorrere centinaia di chilometri per accedere ai tribunali, con evidenti difficoltà per le persone anziane o con mobilità ridotta. La proposta, infatti, prevede che chi vive nelle aree interne dell’isola debba viaggiare fino ai capoluoghi, con enormi disagi per l’accesso effettivo alla giustizia. Perantoni chiede al Governo di adottare misure immediate per garantire la prossimità e l’accessibilità, inclusi dati aggiornati sui ricorsi e carichi di lavoro, nonché trasparenza sui criteri di ridefinizione territoriale.
La denuncia di Alessandro Solinas
Alessandro Solinas, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Non si può parlare di efficienza se il risultato è allontanare la giustizia dai cittadini. La Sardegna ha un’età media di 48,2 anni e circa il 25% della popolazione ha più di 65 anni, con mobilità spesso ridotta. La chiusura della sede di Oristano costringerebbe i cittadini di Bosa a percorrere circa 180 km fino a Cagliari, con oltre quattro ore e mezza di viaggio, creando un danno concreto all’accesso alla giustizia.” Solinas ha poi ribadito che l’insularità, riconosciuta dalla Costituzione, richiede che lo Stato garantisca presidi adeguati su tutto il territorio.
La posizione del sindaco di Nuoro
Sulla stessa linea si è espresso il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, che ha sottolineato: “Con la chiusura di un servizio indispensabile per il territorio si concretizzerebbe il disegno pianificato di indebolimento delle aree interne. Verrebbe meno il diritto richiamato dall’articolo 4 della legge delega n.111 del 2023, che impone la semplificazione e la tutela dei diritti dei contribuenti.” Fenu ha poi aggiunto che la stessa legge delega impone al Governo di garantire un sistema che non renda difficile o oneroso l’esercizio dei diritti da parte dei contribuenti, inclusa l’accesso alla giustizia tributaria.