Il sistema di smaltimento dei rifiuti dell’area metropolitana di Cagliari sta attraversando una fase critica. Gli impianti gestiti dal Tecnocasic nello stabilimento di Macchiareddu sono infatti completamente fermi, una situazione che sta costringendo i Comuni a soluzioni alternative per il conferimento dell’immondizia.
La società partecipata del Cacip gestisce il termovalorizzatore che normalmente consente di trattare gran parte dei rifiuti prodotti nel territorio. In questo momento, però, tutti e tre i forni dell’impianto risultano inutilizzabili, creando una condizione che rischia di trasformarsi in emergenza se non verrà risolta in tempi brevi.
Due dei tre forni, identificati come forno A e forno B, sono da tempo fuori servizio a causa di un intervento di rinnovamento tecnologico. Il progetto di ammodernamento avrebbe dovuto concludersi anni fa, ma i lavori si sono protratti molto più del previsto. Il processo di aggiornamento degli impianti va avanti da quasi quattro anni, lasciando di fatto inattive due delle principali linee di trattamento dei rifiuti.
L’unico forno rimasto operativo, il forno C, rappresentava finora l’ultima risorsa disponibile per il trattamento dei rifiuti nell’impianto di Macchiareddu. Tuttavia anche questa linea si è fermata undici giorni fa a causa di un guasto tecnico.
Il problema riguarda il sistema di controllo delle emissioni, un componente fondamentale per il funzionamento dell’impianto e per il rispetto delle normative ambientali. Il dispositivo difettoso deve essere sostituito, operazione che ha comportato la sospensione dell’attività del forno e quindi dell’intero sistema di termovalorizzazione.
La conseguenza immediata è che i rifiuti prodotti nell’area cagliaritana non possono essere trattati nell’impianto e devono essere trasferiti altrove. Attualmente l’immondizia viene conferita nella discarica di Villacidro, soluzione che comporta costi aggiuntivi per il servizio di smaltimento.
Questa scelta temporanea ha un impatto economico diretto, perché il trasporto e il conferimento in discarica risultano più onerosi rispetto al trattamento nel termovalorizzatore. I costi aggiuntivi rischiano quindi di riflettersi, almeno in parte, sulle tariffe pagate dai cittadini.
Oltre all’aspetto economico, resta però il problema della disponibilità di spazio. La discarica di Villacidro non dispone infatti di una capienza illimitata. Se il blocco degli impianti dovesse prolungarsi, la capacità residua potrebbe non essere sufficiente a gestire l’intero flusso di rifiuti provenienti dall’area metropolitana.
In questo scenario emerge il timore di una possibile emergenza rifiuti, con il rischio che l’immondizia non possa essere smaltita con regolarità. Una situazione che potrebbe tradursi in accumuli nelle strade se non verranno individuate soluzioni rapide.
Dal Comune di Cagliari, tuttavia, arrivano rassicurazioni. Da Palazzo Bacaredda fanno sapere che si sta lavorando per risolvere il problema tecnico che ha fermato il forno C. La sostituzione del componente difettoso dovrebbe avvenire in tempi brevi, consentendo la ripresa dell’attività dell’impianto.
Le fonti comunali escludono inoltre scenari di emergenza immediata, spiegando che esistono comunque altre discariche che potrebbero essere utilizzate qualora la situazione dovesse prolungarsi.
Nel frattempo resta alta l’attenzione sull’impianto di Macchiareddu, considerato uno snodo fondamentale per il ciclo dei rifiuti nel sud Sardegna. La ripartenza almeno parziale del termovalorizzatore rappresenta il passaggio decisivo per riportare alla normalità il sistema di smaltimento.